Dopo lunga assenza, torno a postare una ricetta ricevuta da Chiara (che ringrazio) e che può prestarsi come gustosissimo antipasto.
Ecco a voi la ricetta del polpo affogato su polentina.
Polenta:
Mettere su fuoco una pentola con 1 litro di acqua salata (1 cucchiaio di sale) e portare a ebollizione. Aggiungere 1/2 kg di farina gialla un pò alla volta, molto lentamente per non provocare la formazione di grumi. Mescolare con un mestolo di legno fino a che non si raggiunge la consistenza desiderata. Coprire la pentola e lasciare cuocere almeno 20 minuti.
Una volta raffreddata, la polenta va tagliata sottile, impanata nella farina gialla e fritta in olio di semi bollente.
Polpo:
Niente acqua nella casseruola, solo olio e un paio di spicchi di aglio.
Aggiungi acqua (un bicchiere o due) solo quando il polpo (secondo quantitò) inizia ad attaccarsi al fondo: fate cuocere per un'ora e mezzo coperto.
Un volta completate le due cotture, potete disporre il polpo sulla polenta fritta e servire"
Grazie a Chiara e buon appetito!
Un fiorentino con la passione per il buon cibo: consigli su dove mangiare e dove non mangiare a Firenze e dintorni. E se avete voglia, qualche ricetta più o meno semplice per mettervi alla prova perchè, come dice il maestro Gusteau: "Il cibo trova sempre coloro che amano cucinare!". Buon appetito a tutti! Matteo
martedì 15 marzo 2011
venerdì 4 marzo 2011
L'acqua cheta
Se amate le porzioni abbondanti abbinate ad una buonissima quantità, questo è il posto che fa per voi! E' un ristorante pizzeria, situato subito dopo Vallina, proseguendo verso Pontassieve in riva all'arno. Il locale è veramente molto grande, ma è consigliatissimo prenotare soprattutto nel weekend: è sempre strapieno!
Sinceramente non ho memoria di come sia la pizza, visto che mi sono sempre dedicato con grande soddisfazione ai primi di pesce che in questo locale sono decisamente un godimento! Uno su tutti, che ho avuto modo di prendere ieri sera, è il "Gran veliero": una mega portata di linguine con scampi, granchi, gamberoni e pomodorini veramente gustosi! Io sono un "mangiapasta", ma vi garantisco che per far fuori questi 3 hg abbondanti di pasta servono due forchette all'altezza o diventa una missione impossibile! Oltretutto, appena seduti, i camerieri fanno del loro meglio per complicare il lavoro, servendo della ottima schiacciata secca calda....
Con quel gigantesco piatto unico, due bicchieri di vino, due bottiglie d'acqua e due dolci abbiamo speso 58 €: non pochissimo ma vi garantisco che c'è da rimanere soddisfatti!!
Sinceramente non ho memoria di come sia la pizza, visto che mi sono sempre dedicato con grande soddisfazione ai primi di pesce che in questo locale sono decisamente un godimento! Uno su tutti, che ho avuto modo di prendere ieri sera, è il "Gran veliero": una mega portata di linguine con scampi, granchi, gamberoni e pomodorini veramente gustosi! Io sono un "mangiapasta", ma vi garantisco che per far fuori questi 3 hg abbondanti di pasta servono due forchette all'altezza o diventa una missione impossibile! Oltretutto, appena seduti, i camerieri fanno del loro meglio per complicare il lavoro, servendo della ottima schiacciata secca calda....
Con quel gigantesco piatto unico, due bicchieri di vino, due bottiglie d'acqua e due dolci abbiamo speso 58 €: non pochissimo ma vi garantisco che c'è da rimanere soddisfatti!!
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martedì 22 febbraio 2011
Il pruneto
Ieri sera sono tornato, con la famiglia al completo, a cena al Pruneto, un ristorante-pizzeria all'Impruneta proprio sopra la Coop. Avevo smesso di andarci qualche anno fa perchè d'estate, cenando sulla terrazza esterna, il servizio era drasticamente calato a fronte di un aumento del 10% del listino per il servizio all'aperto: non sono particolarmente esoso in termini di attenzioni a come è apparecchiata la tavola (a meno che non mi trovi in un ristorante a "tante forchette"), ma oggettivamente si mangiava davanti ad una splendida vista ma con tovaglie bianche di carta tipo mensa e gomito-gomito con il vicino di posto. Così ci avevo messo una croce sopra nonostante la cucina mi piacesse.
Ieri, complice il giorno di chiusura dell'osteria di'giogo, ho accettato di buon grado ti tornarci. Tra l'altro, non so se solo il lunedì o tutti i giorni a cena, vi sono molti primi di carne e pesce e le pizze a metà prezzo, quindi dal punto di vista economico... si sono rifatti!
Il locale, all'interno, è ampio e accogliente, con due grandi saloni con vista di cui però, con le giornate così corte, è difficile godere. Io ho preso un primo e la carne: i "bucatini alla vera Amatriciana" in realtà non mi hanno convinto per niente. Buona la cottura della pasta, ma decisamente troppo pepe, le cipolle (che nella ricetta originale non ci sono) e poco pomodoro. La porzione oltretutto, non era abbondantissima.
Meglio il secondo: tagliata di manzo parmigiano e rucola: la carne era buona, morbida e ben cotta, peccato solo per il parmigiano tagliato a fette tipo "sottiletta". Ottimo il pane salato, fatto da loro e veramente gustosissimo.
Mia sorella ha preso la pizza, che le è piaciuta molto. Mia mamma, oltre a un covaccino niente male, un primo di paccheri alle melanzane fritte: non ho assaggiato perchè non amo le melanzane, ma l'aspetto era molto invitante. Mi babbo una normale pizza 4 stagioni.
Ho chiuso con una torta di cioccolata e pere, che era troppo collosa, ma buona di sapore. Mia sorella ha preso un "cestino di frutta" che sembrava decisamente migliore, alla vista.
Abbiamo accompagnato il tutto con un Merlot sardo del 2004, veramente tanninico ma gradevole.
Non ho idea della spesa precisa, ma credo sia stata attorno ai 20 €/pax.
Il Pruneto è all'Impruneta in via della Croce, 39.
Ieri, complice il giorno di chiusura dell'osteria di'giogo, ho accettato di buon grado ti tornarci. Tra l'altro, non so se solo il lunedì o tutti i giorni a cena, vi sono molti primi di carne e pesce e le pizze a metà prezzo, quindi dal punto di vista economico... si sono rifatti!
Il locale, all'interno, è ampio e accogliente, con due grandi saloni con vista di cui però, con le giornate così corte, è difficile godere. Io ho preso un primo e la carne: i "bucatini alla vera Amatriciana" in realtà non mi hanno convinto per niente. Buona la cottura della pasta, ma decisamente troppo pepe, le cipolle (che nella ricetta originale non ci sono) e poco pomodoro. La porzione oltretutto, non era abbondantissima.
Meglio il secondo: tagliata di manzo parmigiano e rucola: la carne era buona, morbida e ben cotta, peccato solo per il parmigiano tagliato a fette tipo "sottiletta". Ottimo il pane salato, fatto da loro e veramente gustosissimo.
Mia sorella ha preso la pizza, che le è piaciuta molto. Mia mamma, oltre a un covaccino niente male, un primo di paccheri alle melanzane fritte: non ho assaggiato perchè non amo le melanzane, ma l'aspetto era molto invitante. Mi babbo una normale pizza 4 stagioni.
Ho chiuso con una torta di cioccolata e pere, che era troppo collosa, ma buona di sapore. Mia sorella ha preso un "cestino di frutta" che sembrava decisamente migliore, alla vista.
Abbiamo accompagnato il tutto con un Merlot sardo del 2004, veramente tanninico ma gradevole.
Non ho idea della spesa precisa, ma credo sia stata attorno ai 20 €/pax.
Il Pruneto è all'Impruneta in via della Croce, 39.
lunedì 21 febbraio 2011
Ossobuco alla toscanese
Pubblico molto volentieri una ricetta ricevuta da Tommaso di cui, chiaramente, non mi assumo responsabilità!
Sono fiorentino con madre istriana e padre toscano, la mia formazione culinaria è quindi molto contaminata… Questa la mia versione dell’ossobuco alla milanese che così diventa alla "toscanese".
Dosi per 4 persone:
Ossobuco
500 gr di ossobuco
2 cipolle rosse
2 carote
2 sedani
2 spicchi d’aglio
500 ml di brodo
q.b. olio extra vergine d’oliva
Risotto allo zafferano
120 gr di riso da risotto
1 cipolla bianca
2 spicchi d’aglio
500 ml di brodo
1 noce di butto
1 bustina di zafferano
q.b. olio extra vergine d’oliva
Tempi di preparazione 1 ora (utilizzando la pentola a pressione).
Preparazione ossobuco
Fate un battuto utilizzando le cipolle, le carote, il sedano e l’aglio. Fatelo imbiondire a fuoco lento nella pentola a pressione con l’olio extra vergine di oliva. Preparate intanto 1 litro di brodo (va bene anche il dado di carne), ne userete metà per l’’ossobuco e metà per il risotto. Infarinate l’ossobuco dalle due parti e soffriggetelo per qualche minuto in una padella con un po’ d’olio extravergine. Unite adesso l’ossobuco al soffritto nella pentola a pressione, aggiungete circa 500 ml di brodo (fino a coprire la carne) e lasciate cuocere per 45 min. Il segreto sta nel’aggiungere la giusta quantità di brodo in modo che, al termine della cottura, la carne sia morbida e il sugo giustamente denso; se a fine cottura lo trovate troppo liquido fatelo restringere cuocendo per qualche minuto senza coperchio, altrimenti se troppo ristretto aggiungete un po’ d’acqua o di brodo.
Preparazione del risotto
Fate un battuto utilizzando 1 cipolla bianca e 2 spicchi d’aglio. Fatelo imbiondire a fuoco lento con l’olio extra vergine di oliva. Quando è imbiondito aggiungete 120 grammi di riso e fate tostare per 1 minuto mescolando. Aggiungete adesso il brodo un poco alla volta, continuando a mescolare, fino al termine della cottura. Una volta terminata la cottura (10 o 15 minuti) mantecate con una noce di burro e aggiungete lo zafferano.
Servite su un piatto piano l’ossobuco con il suo sugo da una parte e il risotto allo zafferano dall’altra.
Buon appetito J
sabato 19 febbraio 2011
Tagliolini alla coda di rospo
Giovedì sera mi sono ricimentato con la pasta fatta in casa: la ricetta la trovate fra quelle del blog se avete voglia di fare altrettanto, ma se avete a disposizione dei normali spaghetti o delle linguine, credo che il risultato sarà ottimo comunque.
Andiamo con gli ingredienti, per 3-4 persone:
Prima di iniziare la preparazione del sugo vero e proprio, è necessario cuocere le vongole: potete seguire il procedimento passo passo che ho riportato qui.
Una volta aperte le vongole, preparate un leggero soffritto di aglio ed un peperoncino in 2-3 cucchiai d'olio. Dopo pochi minuti aggiungete la coda di rospo, sfumate con il vino bianco e fate cuocere a fuoco vivo per alcuni minuti. Aggiungete i pomodori, aggiustate di sale e pepe e portate a cottura ma non fate ritirare il liquido.
Nel frattempo cuocete la pasta sufficientemente al dente e scolatela. Aggiungete al sugo il liquido che avete ottenuto dalla cottura delle vongole e completate la cottura della pasta mescolando continuamente. Pochi istanti prima di servire aggiungete anche i gusci e amalgamate bene il tutot.
Andiamo con gli ingredienti, per 3-4 persone:
- 350/400 gr di tagliolini all'uovo o la quantità desiderata di pasta di semola di grano duro
- 300 gr di coda di rospo tagliata a dadini
- 1/2 kg di vongole veraci (io le preferisco)
- 6-7 pomodorini da cuocere ben maturi
- mezzo bicchiere di vino bianco
- olio, aglio
Prima di iniziare la preparazione del sugo vero e proprio, è necessario cuocere le vongole: potete seguire il procedimento passo passo che ho riportato qui.
Una volta aperte le vongole, preparate un leggero soffritto di aglio ed un peperoncino in 2-3 cucchiai d'olio. Dopo pochi minuti aggiungete la coda di rospo, sfumate con il vino bianco e fate cuocere a fuoco vivo per alcuni minuti. Aggiungete i pomodori, aggiustate di sale e pepe e portate a cottura ma non fate ritirare il liquido.
Nel frattempo cuocete la pasta sufficientemente al dente e scolatela. Aggiungete al sugo il liquido che avete ottenuto dalla cottura delle vongole e completate la cottura della pasta mescolando continuamente. Pochi istanti prima di servire aggiungete anche i gusci e amalgamate bene il tutot.
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Aprire le vongole (e le cozze e affini)....
Per comodità di consultazione riporto di seguito le modalità per far aprire le vongole e ogni altro genere di conchiglia.
L'operazione di pulitura è quella di noiosa e difficile, soprattutto se non siete al mare: in questo caso, infatti, sarà sufficente dotarsi di una buona quantità di acqua di mare e immergervi le vongole per 20-30 minuti almeno un paio di volte: gli animaletti in questo modo si spurgheranno ed espelleranno anche il residuo di sabbia eventualmente rimasto al loro interno. Se non vi trovate al mare dovete salare l'acqua del rubinetto ed il procedimento può diventare un po' più difficoltoso perchè non è facile trovare la giusta salinità per farle spurgare: serve un po' di pazienza e qualche tentativo!
Una volta completata questa fase, passiamo alla cottura vera e propria: le vongole possono essere cotte anche in una pentola senza aggiunte di olio, ma io preferisco sempre fare un leggerissimo soffritto. In una pentola bassa a fondo largo aggiungo un paio di cucchiai di olio, uno spicchio di aglio tagliato a fettine e un peperoncino. Lascio soffriggere a fuoco vivo per pochi minuti e poi aggiungo i gusci coprendo subito la pentola con il tappo e alzando la fiamma.
Dopo qualche minuto le vongole si apriranno: è importante non farle bollire ma spengere il gas non appena la maggior parte di esse sarà aperta, visto che il liquido ci servirà per completare la cottura della pasta. Se rimane qualche vongola chiusa possiamo direttamente buttarla o conservarla per vedere se dovesse aprirsi nell'ultima fase di cottura.
A questo punto non resta che togliere le vongole dalla pentola sgocciolandole e, se gradito, buttando la metà vuota del guscio. Il liquidi rimasto nella pentola dovrà essere filtrato per eliminare gli eventuali residui di sabbia e sarà importantissimo per completare la cottura della pasta.
L'operazione di pulitura è quella di noiosa e difficile, soprattutto se non siete al mare: in questo caso, infatti, sarà sufficente dotarsi di una buona quantità di acqua di mare e immergervi le vongole per 20-30 minuti almeno un paio di volte: gli animaletti in questo modo si spurgheranno ed espelleranno anche il residuo di sabbia eventualmente rimasto al loro interno. Se non vi trovate al mare dovete salare l'acqua del rubinetto ed il procedimento può diventare un po' più difficoltoso perchè non è facile trovare la giusta salinità per farle spurgare: serve un po' di pazienza e qualche tentativo!
Una volta completata questa fase, passiamo alla cottura vera e propria: le vongole possono essere cotte anche in una pentola senza aggiunte di olio, ma io preferisco sempre fare un leggerissimo soffritto. In una pentola bassa a fondo largo aggiungo un paio di cucchiai di olio, uno spicchio di aglio tagliato a fettine e un peperoncino. Lascio soffriggere a fuoco vivo per pochi minuti e poi aggiungo i gusci coprendo subito la pentola con il tappo e alzando la fiamma.
Dopo qualche minuto le vongole si apriranno: è importante non farle bollire ma spengere il gas non appena la maggior parte di esse sarà aperta, visto che il liquido ci servirà per completare la cottura della pasta. Se rimane qualche vongola chiusa possiamo direttamente buttarla o conservarla per vedere se dovesse aprirsi nell'ultima fase di cottura.
A questo punto non resta che togliere le vongole dalla pentola sgocciolandole e, se gradito, buttando la metà vuota del guscio. Il liquidi rimasto nella pentola dovrà essere filtrato per eliminare gli eventuali residui di sabbia e sarà importantissimo per completare la cottura della pasta.
martedì 15 febbraio 2011
Le ostriche sono grasse
Sono di fretta e al volo, ma volevo segnalarvi una iniziativa che si terrà giovedì 17 a "L'accademia dei Palati". Il titolo della serata la dice tutta: è una cena di degustazione ostriche! Si tratta di quattro varietà di ostriche differenti degustate, immagino, con un ottimo accompagnamento di vino. Nel dettaglio: Belon piatta, Belon Concava, Speciales de Claires, Verde Fine Claires.
Il prezzo della serata è di € 40.
Di seguito il link all'evento su facebook: inutile ricordarvi la prenotazione, vista la disponibilità di coperti!
http://www.facebook.com/#!/event.php?eid=141755889221053&index=1
Il prezzo della serata è di € 40.
Di seguito il link all'evento su facebook: inutile ricordarvi la prenotazione, vista la disponibilità di coperti!
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